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#118 Forse in bolletta ci saranno un po’ di aumenti e le altre notizie della settimana

Raffaele Mangano, Giugno 17, 2026Giugno 17, 2026

Le notizie di questa settimana riguardano i possibili aumenti sulle prossime bollette, le proteste sul passo del Brennero, l’evoluzione dell’industria bellica, la nuova linea adottata dagli scout cattolici sui capi omosessuali, gli impegni del mondiale e una guida sull’armadio “a capsule” da uomo per l’estate. In chiusura, come di consueto alcuni consigli di lettura. Ma, come sempre, andiamo con ordine.

1. Forse in bolletta ci saranno un po’ di aumenti

La prima notizia della settimana riguarda i prossimi aumenti che riguarderanno l’energia. Il “caso” è un po’ complesso da riepilogare, ma con un po’ di sforzo e (mi perdonerete) semplificazioni, ci si può riuscire.

Questa storia inizia nel lontano 1999, quando il Governo di Massimo D’Alema (che comprendeva una coalizione di centro-sinistra detta l’Ulivo) approvò un decreto legislativo che prese il nome dall’allora ministro dell’Industria, Pier Luigi Bersani. La riforma, detta per questo motivo (e chiamata da qui in avanti) riforma Bersani, aveva come principio ispiratore quello di abbassare le bollette dell’energia, liberalizzando di fatto il mercato, che fino ad allora era stato monopolistico, ovvero gestito esclusivamente dallo Stato. Per giungere a questa liberalizzazione (il celebre libero mercato, per intenderci) occorreva che il Governo togliesse alle società statali la produzione e la vendita dell’energia (facendo sì che ogni utente potesse scegliere la propria azienda energetica e, se i prezzi di quell’azienda erano ritenuti troppo cari, cambiarla), ma mantenesse di proprietà dello Stato il controllo sulla trasmissione e sulla distribuzione dell’energia. Il che, nella mente di Bersani, avrebbe ridotto i costi energetici sia per le imprese che per le famiglie. 

La riforma, però, non è andata come si sperava. In breve: è vero che produzione e vendita erano diventate libere, trasmissione e distribuzione no. La trasmissione e la distribuzione rimanevano di competenza dello Stato e, in quanto tali, il Governo doveva metterle a gara attraverso un bando, vendute quindi al miglior offerente, con un contratto fino al 2030, con la clausola, però, che il nuovo bando (che prevede il ventennio 2030-2050) dovesse esser messo a gara entro il 2025. Alla fine non è stato fatto nulla di ciò. I costi di trasmissione e distribuzione sono stati affidati a società partecipate dello Stato (cioè di proprietà statali). Quindi, chi ha “vinto” questo bando, si è trovato davanti ad una vera e propria cornucopia, senza sborsare un euro, ma solo con promesse di futuri investimenti.

Infatti, l’ente che vince il bando, si assume l’onere di supplire allo Stato nella distribuzione dell’energia, e, di conseguenza, deve essere remunerato del lavoro svolto. Ed ecco spiegato il motivo per cui in bolletta compaiono diciture e costi che non riguardano il consumo dell’energia, bensì la sua distribuzione. Spesso capita, inoltre, che se anche non si usa l’energia in un’abitazione (ad esempio per una seconda casa utilizzata solo nei periodi di ferie), la bolletta produrrà comunque dei costi di distribuzione, la celebre “spesa per il trasporto e la trasmissione dell’energia”. Costi fissi, inderogabili, che non dipendono dall’effettivo consumo di energia (se la casa non ha attivo il contatore, che distribuzione ci potrà mai essere stata?).

Quindi, ricapitolando, noi cittadini paghiamo una quota in bolletta per ripagare l’ente distributore del lavoro che fa e che dovrebbe fare lo Stato gratuitamente. 

È pur vero che questi costi non possono superare quelli stabiliti dall’Autorità indipendente di regolazione (da qui in avanti, Arera), che li calcola in base a meccanismi troppo complessi per questa sede (qui la pagina Wikipedia per chi volesse capirne di più). Il problema è che il meccanismo della riforma Bersani era pensato affinché ogni società di distribuzione avesse un massimo del 25% dei volumi distribuiti e di utenti serviti sul piano nazionale (che siano domestici o meno), mentre ad oggi il solo operatore e-distribuzione (che appartiene al gruppo Ente Nazionale per l’Energia Elettrica, in breve Enel), controllata dal Ministero dell’Economia, ha ben l’85% di questa quota. La restante quota appartiene a società partecipate regionali o provinciali. L’idea dell’Ulivo era quella di creare numerose società partecipate regionali e provinciali, così che tutte gestissero la distribuzione in loco e si evitasse un grande gestore nazionale. Il limite tracciato al 25% da Bersani serviva proprio per eliminare il monopolio, ma così facendo quest’ultimo è rimasto invariato. Ha solo mutato forma. 

Tornando a noi, e-distribuzione ha (si può dire?) il monopolio della distribuzione dell’energia in Italia e negli ultimi anni ha guadagnato tantissimo sulla distribuzione della nostra energia. Per dare un esempio, solo nel periodo del quadriennio 2024/27 (perché il valore del possibile guadagno si rinnova ogni quattro anni) Arera ha approvato ben 5,5 miliardi di euro per i costi di gestione, che, a conti fatti, sono il 15% del costo totale su una bolletta. In altri termini, ogni 100 euro spesi in energia, 15 euro finiscono, passando per e-distribuzione, nelle casse del ministero dell’Economia. Si tratta di una tassa “occulta”, che paghiamo tutti, indipendentemente dall’operatore che scegliamo e indipendentemente dal nostro reddito, in quanto questa “tassa” non si basa sul reddito dichiarato.

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Ora, con la scadenza del bando precedente, il Governo poteva fare molte cose belle, ma ha fatto quella più diabolica. La prima cosa da fare era quella di indire un nuovo bando ventennale, nel quale, sicuramente, e-distribuzione avrebbe perso gran parte della sua quota maggioritaria e, di conseguenza, questi “costi per la distribuzione” tanto graditi al ministero. Il problema di questa soluzione? Non si sa. Qualcuno dice che questo bando sarebbe stato vinto da società straniere e un governo patriottico come quello di Giorgia Meloni preferisce far pagare tasse occulte ai propri cittadini piuttosto che offrire un servizio più economico.

L’altro problema è che questo governo ad Enel ha promesso già il prossimo ventennio di oneri per la distribuzione dell’energia. Cosa che (indovinate?) non poteva fare, ma doveva mettere a bando la distribuzione.

Enel ha proposto in cambio del rinnovo automatico delle concessioni un investimento sulla rete di distribuzione di circa 16 miliardi di euro. E se la notizia sembra positiva, aspettate un attimo e ragionate. Enel, peraltro, se investe 16 miliardi, dovrà riprenderseli in qualche modo. E indovinate un po’ da chi?

Per riassumere: il Governo doveva mettere a bando la distribuzione dell’energia nazionale, ma non l’ha fatto. Ha rinnovato gli accordi con Enel, bypassando la riforma Bersani, in cambio di investimenti da 16 miliardi. Ma poiché Enel è una società partecipata, questi soldi sono già, in parte, nostri. Ma comunque, questi investimenti Enel potrà recuperarli direttamente dalle bollette, in quanto fanno parte dei costi per la gestione e per la distribuzione di cui sopra. A cui, ovviamente, Enel aggiungerà già gli attuali costi per la distribuzione (il 15% della bolletta di cui abbiamo già parlato). In questo contesto, si andrà a pagare anche il 30 o il 40% di oneri per la distribuzione.

Un giro di soldi che favorirà solo Enel e il ministero dell’Economia. Non certo i cittadini.

2. Ci sono le code al valico del Brennero. E al Monte Bianco. E al Gran San Bernardo

E anche al confine con la Slovenia, ma lì il motivo è più semplice: è stato sospeso il trattato di Schengen fino a fine anno, su istanza della Lega di Matteo Salvini. La domanda, però, sorge spontanea: perché tante code nei viadotti che collegano l’Italia con la Francia, la Svizzera e l’Austria? La risposta non è più articolata di quanto sembri. In breve: la colpa è del trasporto. E del suo ministero. 

In effetti, circa l’80% delle esportazioni italiane passano attraverso questi valichi e raggiungono, da qui, tutta l’Europa. Ma questi stessi valichi sono attraversati ogni anno da circa 15 milioni di veicoli (di cui 3 milioni di mezzi pesanti), non sono certo sinonimi di benessere e salubrità dell’aria. E le persone che abitano nei pressi di quei luoghi sono ormai stanche di questa situazione. 

In particolar modo lo sono gli austriaci o, per meglio dire, chi vive nella Wipptal, la valle a cavallo tra il Tirolo austriaco e l’Alto Adige. Per questo motivo il 30 maggio è stata organizzata una manifestazione ambientalista che si proponeva di bloccare l’autostrada del Brennero, in concomitanza con il ponte del 2 giugno, quando quel passo diventa impraticabile per l’eccessivo numero di automobili. In Italia, il nostro ministro dei Trasporti, ha deciso di chiudere per l’intera giornata l’A22, ossia l’autostrada che passa in quelle zone, così da eludere l’elefante nella stanza.

L’Austria però non è l’Italia e in quel Paese alpino ci tengono alla salute dell’aria che si respira. Pertanto sono state imposte diverse limitazioni per il trasporto di merci su gomma, limitazioni che colpiscono gli autotrasportatori italiani, che, invece, su questo tipo di trasporto hanno creato un settore importantissimo per le nostre aziende manifatturiere. La perdita stimata, grazie a queste limitazioni, stando a Uniontrasporti, è di 500 milioni l’anno.

La risposta di Salvini non si è fatta attendere. Per metterci una pezza, ha dichiarato illegittime le misure austriache e ha denunciato il fatto alla Corte europea di giustizia.

La Corte non si è ancora espressa. Mentre si è espressa su un altro punto. Del resto, l’A22 è gestita da una società partecipata formata da diversi enti pubblici della zona. Per i comuni, le province e le camere di commercio del Nord-Est è una fetta importante di guadagno. Ma nel 2014 sono scadute le concessioni e il nostro ministro dei Trasporti voleva riassegnarle alla stessa società, a patto che patteggiasse l’offerta più alta ricevuta una volta pubblicato il bando. 

La strategia è molto politica, infatti molti sindaci e imprenditori della zona sono leghisti, o simpatizzanti della Lega, e promettere loro di avere le concessioni pareggiando una qualsiasi altra offerta è molto allettante. È così allettante che viola ogni principio di sana concorrenza e trasparenza. E, inoltre, la Commissione europea l’ha bocciata e ha inviato già tre lettere al ministero dei Trasporti richiamandolo a rinnovare le concessioni attraverso un vero bando pubblico.

Questo piccolo excursus ci dice una cosa fondamentale: Salvini vorrebbe che la Corte ci desse ragione sulle limitazioni austriache, mentre la stessa ci dà torto sulle concessioni della stessa autostrada. Non mi sembra un’idea geniale.

Insomma, da un lato vi sono gli austriaci che chiedono meno camion, dall’altro l’Italia che, invece, non conosce (né vuole cercare) alternative a questo tipo di trasporto. O, per meglio dire, in alcune zone, dove la Lega non governa, si sta cercando di porre rimedio a questa idea del trasporto su gomma come fondamentale. Il caso emblematico è la Val Brembana, in provincia di Bergamo, dove i cittadini, stanchi del traffico che si genera sulla strada asfaltata, hanno chiesto e ottenuto il ripristino dell’ex ferrovia, abbandonata nel 1966 perché si credeva che l’asfalto avrebbe garantito una viabilità più fluida. La verità? L’asfalto ha creato ingorghi, code e ha aggravato la congestione della strada stessa, perché sulla stessa corsia circolano camion, autobus (scolastici e non), automobili e anche mezzi di soccorso che devono fare lo slalom tra gli altri mezzi. Una ferrovia, invece, riduce notevolmente almeno il traffico studentesco, liberando così le strade dai gas serra delle auto private e degli autobus.

Una ferrovia c’è anche nel passo del Brennero e si potrebbe sfruttare quella per il trasporto merci, ma la controparte italiana non sembra cedere a questa ipotesi. La massima leghista è una sola: il trasporto su gomma è e deve rimanere quello principale. 

Torniamo a noi. La Destra, quindi, che ha sempre ottenuto consenso in queste zone, dove imprenditori e ingegneri hanno colato cemento con l’idea di rendere tutto più fluido e veloce, ora deve fare i conti con disagi, traffico e aria malsana. Il che ha portato la Svizzera ad alzare i pedaggi autostradali, con lo scopo di favorire quello ferroviario. Risultato? I trasportatori italiani hanno cambiato le proprie rotte e il traffico sul passo del Brennero è così aumentato del 22%. 

Insomma, c’è chi prova a migliorare il mondo e chi, invece, preferisce vivere nell’inquinamento.

3. La guerra non è più quella di una volta

Studiando la Storia, si sa, si affronta una mole impressionante di guerre. E spesso si commette l’errore di combattere le guerre presenti con mezzi e tattiche delle guerre passate. La carica di Krojanty, in questo senso, è antonomastica. Questa battaglia, peraltro, è celebre perché l’esercito polacco nel 1939, per respingere i tedeschi utilizzò una compagnia di cavalieri, i quali, davanti ai mezzi corazzati della Germania nazista, dovettero ritirarsi con ingenti perdite.

Al di là di questa pillola, se in passato si credeva che la guerra del futuro sarebbe stata quella basata sullo spionaggio e sui cyber-attacchi, oggi possiamo affermare che, invece, la guerra del futuro è già presente, e si sta combattendo in Ucraina. 

La guerra in Ucraina si è evoluta portando sul campo di battaglia robot e droni, affinando le tattiche con software basati sull’intelligenza artificiale (da qui in avanti, AI), tanto che diverse potenze europee (Francia, Gran Bretagna e Germania) hanno già siglato accordi con Volodymyr Zelens’kyj per la produzione e lo sviluppo dei droni da guerra, con un accordo denominato Drone deal, o addirittura «diplomazia dei droni». L’Italia, ovviamente, manca in quest’elenco.

In Ucraina i reparti di fanteria sul fronte hanno lasciato il passo a migliaia di robot, pilotati da remoto, a chilometri di distanza, mentre i droni vengono costruiti con stampanti 3D. Questi velivoli di plastica possono intercettare missili, attaccare altri droni (gli Shahed di fabbricazione russo-iraniana) e soprattutto, colpire il sistema di difesa aerea russo. In termini profani, questi droni, detti Sting, penetrano nello spazio aereo russo, si fanno colpire o inseguire dai missili difensivi, liberando lo spazio per l’attacco vero e proprio, condotto da droni più grandi, i quali negli ultimi tempi sono riusciti a colpire città come Mosca o San Pietroburgo.

Molti osservatori ritenevano improbabile che l’esercito ucraino potesse non solo resistere all’avanzata russa, ma anche controbattere in maniera così efficace. Eppure stanno ottenendo risultati significativi.

Gli Sting ucraini costano in media 2.500 dollari, un costo molto inferiore rispetto ai missili Patriot (i missili americani) che costano quasi 4 milioni di dollari. Per questo l’Ucraina ne riesce a costruire migliaia (si stima circa 10 mila al mese). Gli Shahed, invece, hanno un costo che si aggira intorno ai 30 mila dollari per unità. Insomma, costi ben inferiori ai prezzi che gli Stati Uniti d’America (da qui in avanti, USA) spendono per le loro guerre.

Per la guerra terrestre, invece, i carri armati da arma principale delle scorse guerre in Europa sono diventati obsoleti. Basta, in effetti, un drone di poche migliaia di euro per farli saltare in aria. Al loro posto si trovano, invece, quelli che si chiamano DevDroid: piccoli robot mobili dotati di AI. Non sono armi d’offesa, bensì di difesa. Si attivano quando rilevano un movimento (con gittata massima di circa 1,8 kilometri di distanza) e ingaggiano il bersaglio con precisione chirurgica: «L’AI vede i movimenti dei soldati russi davanti al robot, li inquadra e prende la mira. Avvisa anche l’operatore umano della presenza di un bersaglio. Ma è l’operatore umano che decide se il robot spara oppure no».

Esistono poi altri droni, ancora più piccoli, dotati di una piccola carica esplosiva. Il loro compito è quello di intercettare ogni piccolo movimento, magari un soldato o un gruppo di soldati in ricognizione. Appena avvistati, il pilota dirige il drone in picchiata sui soldati e, come un kamikaze, esplode al contatto col nemico.

L’avanzata via terra della fanteria russa è “impantanata” da queste armi, le quali hanno attirato l’attenzione di diverse nazioni, come si diceva. Ciò, però, non deve farci pensare che queste armi vadano lodate. In mano a mani sanguinarie, potrebbero essere una nuova frontiera di crudeltà, potrebbero far esplodere mezzi specifici, come ambulanze o automobili con all’interno giornalisti. Azioni che compie l’esercito israeliano, ma sempre impunemente.

4. Gli scout cattolici hanno stabilito una linea chiara sui capi omosessuali

Nelle scorse settimane, proprio durante il mese del Pride, l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (in breve, AGESCI) ha pubblicato un documento in cui stabilisce che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non devono essere criteri di esclusione per la selezione dei capi.

Cerchiamo di fare un passo indietro e spieghiamo bene questa notizia, che sembra banale, ma non lo è affatto.

Lo scautismo nasce con la figura di Robert Baden-Powell (in breve, B-P), che è stato un generale e un educatore inglese tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. La sua idea era quella di formare giovani ragazzi e ragazze sotto diversi aspetti: da quello fisico, a quello morale e spirituale. Esistono, però, diverse associazioni che interpretano le indicazioni di B-P (il cosiddetto “metodo scout”), adattandole ad alcuni principi. In Italia le associazioni scautistiche principali sono tre: la già citata AGESCI, l’Associazione italiana guide e scouts d’Europa cattolici (in breve, FSE) e il Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani (in breve, CNGEI). La differenza è che la prima associazione è dichiaratamente cattolica e fa parte della Federazione italiana dello scautismo (in sigla, FIS, la quale a sua volta appartiene alle associazioni mondiali fondate da B-P, il WOSM e il WAGGGS), la seconda è cattolica ma non fa parte del FIS e, di conseguenza, neanche delle associazioni mondiali, la terza è laica e anche lei è affiliata al FIS. 

E se in tutte le associazioni chiunque può far parte delle attività proposte come “scout”, ovvero non si esclude nessun bambino o ragazzo dalla formazione scout, il discorso cambia per i maggiorenni che vogliono diventare capi, vale a dire gli adulti che gestiscono le attività e si assumono la responsabilità della formazione dei ragazzi e quella personale durante i campeggi. 

In questo senso, le varie associazioni ci tengono a selezionare per questo ruolo solo persone competenti, che la società civile riconosce come educatori e a cui i genitori affidano il loro bene più prezioso: i figli. Certo, il legame più vicino è quello del professore, il capo scout è un educatore così come lo è un professore. Ma nel caso della scuola pubblica è lo Stato a stabilire chi può accedere o meno a questa professione, in quello dello scautismo è l’associazione stessa che si “autoregola” e che si impone delle direttive. 

Per inciso, i capi scout svolgono volontariato, non esiste alcun compenso per le loro attività educative.

Tornando a noi. L’AGESCI è delle tre associazioni quella più vicina alla Conferenza Episcopale Italiana (in sigla, CEI), ovvero l’assemblea permanente di tutti i vescovi italiani, tanto che le sedi dei vari gruppi sono spesso nei locali adiacenti ad una parrocchia. Per questi motivi, i capi AGESCI devono essere i primi a dare il buon esempio, non solo dal punto di vista civile, adottando una vita senza sregolatezze, ad esempio evitando di fumare, limitando il consumo di alcol e praticando attività fisica, ma anche dal punto di vista religioso. In altri termini un capo AGESCI deve essere cattolico e deve comportarsi come tale. Certo, i capi CNGEI, essendo laici, non hanno questo tipo di limitazioni, sebbene rimanga il dare il buon esempio in tutte le occasioni della vita.

Ora, alla luce di ciò, il fatto che un’associazione cattolica come l’AGESCI abbia detto chiaramente che sia gli omosessuali sia le persone trans non devono essere penalizzate nell’accesso ai ruoli di capi.

È vero. All’interno della Chiesa già il fu papa Francesco aveva proposto delle aperture nei confronti degli omosessuali, ma all’interno delle diocesi, spesso, vi sono sacche di conservatori: genitori che davanti ad un capo omosessuale o trans esprimono timori per il tipo di esempio, non in linea con la dottrina cattolica, esempio che potrebbe esser dato ai loro figli nel loro ruolo di educatori. Una situazione che negli anni è stata più volte oggetto di discussioni e dibattiti e che spesso finisce in pressioni da parte della parrocchia ospitante del gruppo scout affinché questi capi si facciano da parte e abbandonino lo scautismo. 

Ora, invece, con questo riconoscimento, le parrocchie che accolgono gruppi scout AGESCI, dovranno, necessariamente, abituarsi a un mondo più inclusivo.

5. Una guida per un armadio “a capsule” da uomo per l’estate

L’estate è probabilmente la stagione che meglio si presta al concetto di capsule wardrobe: pochi capi essenziali, leggeri e versatili, capaci di combinarsi tra loro per creare decine di outfit diversi senza complicazioni. L’obiettivo è semplice: vestirsi bene ogni giorno con il minimo sforzo, puntando su colori neutri, tessuti freschi e capi facilmente abbinabili.

  • Tre magliette a maniche corte. La t-shirt è il vero pilastro del guardaroba estivo. Semplice, fresca e versatile, può essere indossata da sola oppure sotto una camicia aperta. Scegli modelli in cotone morbido, dal taglio regolare e senza loghi vistosi. Avere diverse varianti di colore permette di creare facilmente outfit differenti mantenendo uno stile essenziale. I colori consigliati sono il bianco, il grigio chiaro e il salmone o il rosa pastello.
  • Tre costumi da bagno. È il momento di aggiornare il costume da bagno. I modelli troppo lunghi e le fantasie eccessivamente appariscenti stanno lasciando spazio a design più puliti e raffinati. La scelta ideale è un costume corto o medio-corto, con colori classici e motivi discreti, perfetto non solo per la spiaggia o la piscina ma anche per un aperitivo sul lungomare. I modelli consigliati sono: uno a righe blu, il secondo a righe rosa o rosse e il terzo in seersucker.
  • Tre pantaloncini. Un buon paio di bermuda è indispensabile durante l’estate. I modelli migliori sono quelli realizzati in cotone elasticizzato o tessuti tecnici leggeri, con una lunghezza sopra il ginocchio. Versatili e comodi, possono essere abbinati sia a una semplice t-shirt sia a una polo per occasioni più curate. I colori consigliati sono: uno beige, uno blu navy e il terzo grigio pietra.
  • Tre polo a maniche corte. Quando la t-shirt non basta ma la camicia è eccessiva, entra in gioco la polo. È il capo perfetto per cene informali, aperitivi o occasioni in cui si desidera apparire leggermente più eleganti senza rinunciare al comfort. Prediligi tessuti leggeri e colori estivi. I colori che consiglio sono: una rosa corallo, una in azzurro e l’ultima bianca.
  • Quattro camicie a maniche corte. La camicia a maniche corte è uno dei capi più sottovalutati del guardaroba maschile. Possiede la struttura di una camicia tradizionale ma mantiene un’anima rilassata e informale. Indossata aperta sopra una t-shirt o chiusa con un paio di bermuda, rappresenta una soluzione pratica e di grande impatto durante i mesi più caldi. I modelli consigliati sono: la prima in chambray o un’Oxford azzurra, la seconda a righe sottili, la terza bianca e la quarta in seersucker. 
  • Quattro camicie a maniche lunghe. Anche in estate una camicia a maniche lunghe può trovare il suo spazio, soprattutto nelle serate più fresche o nelle occasioni leggermente più formali. Abbinata a bermuda e mocassini o a pantaloni leggeri in cotone, permette di ottenere un look elegante senza risultare eccessivo. I colori consigliati sono: una bianca, una chambray o in jeans (da usare eventualmente anche come giacca), una a quadretti gingham e, infine, una a righe rosa.
  • Tre pantaloni. Le occasioni che richiedono pantaloni lunghi durante l’estate sono poche, ma è bene essere preparati. Tre modelli sono più che sufficienti per coprire ogni esigenza: un chino beige, un chino blu e un jeans chiaro. Scegli tessuti leggeri e leggermente elasticizzati per garantire comfort anche nelle giornate più calde. I modelli che consiglio sono: un jeans chiaro e due chino, uno blu navy e uno beige.
  • Cinque paia di scarpe e/o ciabatte. L’ideale è costruire una piccola rotazione di scarpe in grado di adattarsi a qualsiasi situazione. Le sneakers bianche rimangono il passe-partout assoluto, mentre mocassini e sandali offrono soluzioni pratiche e confortevoli per il tempo libero. Per eventi più eleganti, una scarpa classica in pelle chiara o scamosciata completa perfettamente il look. Quelli da avere per l’estate sono: un paio di sneakers bianche (meglio in tela), un paio di derby marroni o brogue (per le serate più formali), un paio di sandali in pelle o Birkenstock, un paio di mocassini sfoderati (da indossare, mi raccomando, senza calze) e, infine, le classiche infradito per la spiaggia.
  • Tre giacche. Anche durante l’estate può essere utile avere una giacca pronta all’occorrenza. Un blazer in lino è perfetto per cene e occasioni formali, mentre una chore jacket leggera aggiunge personalità agli outfit casual. Una giacca impermeabile compatta, infine, risolve il problema dei temporali estivi improvvisi. Da avere assolutamente: una giacca leggera antipioggia, un blazer in lino e una chore jacket.
  • Sette accessori. In estate vale la regola del “meno è meglio”: pochi accessori ben scelti sono sufficienti per completare il look senza appesantirlo. Gli indispensabili di questa guida sono: un paio di occhiali da sole (tartarugati sarebbero l’ideale), un orologio minimalista (con cinturino NATO G10), un cappello da baseball leggero (colore chiaro), una cintura intrecciata, portafoglio sottile e, per ultimo, uno zaino da weekend.

Un guardaroba capsula estivo efficace non richiede decine di capi. Bastano pochi elementi ben selezionati, in colori coordinati e tessuti adatti alla stagione. Con una selezione composta da t-shirt, polo, camicie, bermuda, pantaloni leggeri e alcune calzature versatili, è possibile affrontare tutta l’estate con stile, comfort e praticità, riducendo al minimo il tempo passato davanti all’armadio.

6. Le partite dei gironi del mondiale

Il mondiale di calcio è iniziato. Alla sua 23^ edizione, quest’anno si è proposto il format più grande mai sperimentato. 48 squadre che si contenderanno il premio calcistico più ambito al mondo. E ovviamente, tra le 48 squadre manca, per la terza volta consecutiva, la nazionale italiana. La squadra campione in carica è l’Argentina, mentre quella con più record di vittorie è il Brasile (ben cinque volte campione del mondo), seguita da Germania e la già citata Italia con quattro vittorie del torneo a testa.

Non solo il “record” di squadre partecipanti, ma anche quello di nazioni ospitanti, che quest’anno sono tre: USA, Messico e Canada. Il che, in verità, è un po’ un bluff. Se si guardano le partite, sono pochissime quelle che si giocheranno fuori gli USA (appena 12), rispetto alle più di cento partite totali. Ma si sa, Gianni Infantino, il presidente della federazione internazionale di calcio (in sigla,  FIFA), pur di fare un favore a Donald Trump negherebbe anche l’evidenza. Come questa. Il fatto che si giochi al di là dell’Atlantico non solo farà sì che vedremo pochissime partite in diretta (in quanto la maggior parte vengono giocate ad orari improponibili per il pubblico europeo), ma anche farà si che non tutte saranno trasmesse in chiaro. Inoltre, i diritti per trasmettere tutte le partite in Italia sono di DAZN, mentre la Rai trasmetterà solo la più importante della giornata. Se da un lato è un po’ deludente come palinsesto, dall’altro, molto probabilmente, in questo modo, è stata già fatta una selezione delle partite “da vedere”, soprattutto perché saranno giocate ad orari umani per noi europei. 

Di seguito lascio il calendario della fase a gironi, con in grassetto le partite trasmesse in chiaro.

N.B.: il seguente articolo è aggiornato alla notte tra martedì 16 e mercoledì 17 giugno 2026.

Il calendario della prima fase

GiornoGironePartitaOrario o risultatoRete in chiaroLocalità
Gio. 11 giuA🇲🇽 Messico – Sudafrica 🇿🇦2-0RaiCittà del Messico
Ven. 12 giuA🇰🇷 Corea del Sud – Cechia 🇨🇿2-1Guadalajara
B🇨🇦 Canada – BiH 🇧🇦1-1RaiToronto
Sab. 13 giuD🇺🇸 USA – Paraguay 🇵🇾4-1Los Angeles
B🇶🇦 Qatar – Svizzera 🇨🇭1-1San Francisco
Dom. 14 giuC🇧🇷 Brasile – Marocco 🇲🇦1-1RaiNew York
C🇭🇹 Haiti – Scozia 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿0-1Boston
D🇦🇺 Australia – Turchia 🇹🇷2-0Vancouver
E🇩🇪 Germania – Curaçao 🇨🇼7-1Houston
F🇳🇱 Olanda – Giappone 🇯🇵2-2RaiDallas
Lun. 15 giuE🇨🇮 Costa d’Avorio – Ecuador 🇪🇨1-0Filadelfia
F🇸🇪 Svezia – Tunisia 🇹🇳5-1Monterrey
H🇪🇸 Spagna – Capo Verde 🇨🇻0-0Atlanta
G🇧🇪 Belgio – Egitto 🇪🇬1-1RaiSeattle
Mar. 16 giuH🇸🇦 Arabia Saudita – Uruguay 🇺🇾1-1Miami
G🇮🇷 Iran – Nuova Zelanda 🇳🇿2-2Los Angeles
I🇫🇷 Francia – Senegal 🇸🇳3-1RaiNew York
Mer. 17 giuI🇮🇶 Iraq – Norvegia 🇳🇴1-4Boston
J🇦🇷 Argentina – Algeria 🇩🇿03:00Kansas City
J🇦🇹 Austria – Giordania 🇯🇴06:00San Francisco
K🇵🇹 Portogallo – RD del Congo 🇨🇩19:00Houston
L🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Inghilterra – Croazia 🇭🇷22:00RaiDallas
Gio. 18 giuL🇬🇭 Ghana – Panama 🇵🇦01:00Toronto
K🇺🇿 Uzbekistan – Colombia 🇨🇴04:00Città del Messico
A🇨🇿 Cechia – Sudafrica 🇿🇦18:00Atlanta
B🇨🇭 Svizzera – BiH 🇧🇦21:00RaiLos Angeles
Ven. 19 giuB🇨🇦 Canada – Qatar 🇶🇦00:00Vancouver
A🇲🇽 Messico – Corea del Sud 🇰🇷03:00Guadalajara
D🇺🇸 USA – Australia 🇦🇺21:00RaiSeattle
Sab. 20 giuC🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Scozia – Marocco 🇲🇦00:00Boston
C🇧🇷 Brasile – Haiti 🇭🇹02:30Filadelfia
D🇹🇷 Turchia – Paraguay 🇵🇾05:00San Francisco
F🇳🇱 Olanda – Svezia 🇸🇪19:00Houston
E🇩🇪 Germania – Costa d’Avorio 🇨🇮22:00RaiToronto
Dom 21 giuE🇪🇨 Ecuador – Curaçao 🇨🇼02:00Kansas City
F🇹🇳 Tunisia – Giappone 🇯🇵06:00Monterrey
H🇪🇸 Spagna – Arabia Saudita 🇸🇦18:00Rai1Atlanta
G🇧🇪 Belgio – Iran 🇮🇷21:00Rai2Los Angeles
Lun. 22 giuH🇺🇾 Uruguay – Capo Verde 🇨🇻00:00Miami
G🇳🇿 Nuova Zelanda – Egitto 🇪🇬03:00Vancouver
J🇦🇺 Australia – Austria 🇦🇹19:00RaiDallas
I🇫🇷 Francia – Iraq 🇮🇶23:00Filadelfia
Mar. 23 giuI🇳🇴 Norvegia – Senegal 🇸🇳02:00New York
J🇯🇴 Giordania – Algeria 🇩🇿05:00San Francisco
K🇵🇹 Portogallo – Uzbekistan 🇺🇿19:00Houston
L🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Inghilterra – Ghana 🇬🇭22:00RaiBoston
Mer. 24 giuL🇵🇦 Panama – Croazia 🇭🇷01:00Toronto
K🇨🇴 Colombia – RD del Congo 🇨🇩04:00Guadalajara
B🇨🇭 Svizzera – Canada 🇨🇦21:00RaiSeattle
B🇧🇦 BiH – Qatar 🇶🇦21:00Vancouver
Gio. 25 giuC🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Scozia – Brasile 🇧🇷00:00Atlanta
C🇲🇦 Marocco – Haiti 🇭🇹00:00Miami
A🇨🇿 Cechia – Messico 🇲🇽03:00Monterrey
A🇿🇦 Sudafrica – Corea del Sud 🇰🇷03:00Città del Messico
E🇪🇨 Ecuador – Germania 🇩🇪22:00RaiFiladelfia
E🇨🇼 Curaçao – Costa d’Avorio 🇨🇮22:00New York
Ven. 26 giuF🇯🇵 Giappone – Svezia 🇸🇪01:00Kansas City
F🇹🇳 Tunisia – Olanda 🇳🇱01:00Dallas
D🇹🇷 Turchia – USA 🇺🇸04:00San Francisco
D🇵🇾 Paraguay – Australia 🇦🇺04:00Los Angeles
I🇳🇴 Norvegia – Francia 🇫🇷21:00RaiToronto
I🇸🇳 Senegal – Iraq 🇮🇶21:00Boston
Sab. 27 giuH🇨🇻 Capo Verde – Arabia Saudita 🇸🇦02:00Guadalajara
H🇺🇾 Uruguay – Spagna 🇪🇸02:00Houston
G🇳🇿 Nuova Zelanda – Belgio 🇧🇪05:00Vancouver
G🇪🇬 Egitto – Iran 🇮🇷05:00Seattle
L🇭🇷 Croazia – Ghana 🇬🇭23:00New York
L🇵🇦 Panama – Inghilterra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿23:00RaiFiladelfia
Dom. 28 giuK🇨🇴 Colombia – Portogallo 🇵🇹01:30Atlanta
K🇨🇩 RD del Congo – Uzbekistan 🇺🇿01:30Miami
J🇯🇴 Giordania – Argentina 🇦🇷04:00Kansas City
J🇩🇿 Algeria – Austria 🇦🇹04:00Dallas

Regolamento della fase a gironi

Vanno ai sedicesimi le prime due di ogni gruppo più le migliori terze. In caso di arrivo a pari punti nel gruppo di due o più squadre la classifica sarà determinata da: A) Punti nei confronti diretti; B) Differenza reti nei confronti diretti; C) Maggior numero di gol realizzati nei confronti diretti. Nel caso in cui persistesse la parità gli stessi criteri sarebbero applicati alle formazioni ancora pari. In caso di ulteriore parità si valuterebbe: D) Differenza reti totale nel gruppo; E) Numero di gol segnati nel gruppo; F) Classifica disciplinare; G) Ranking FIFA. Le otto migliori terze saranno decise in base a: A) Punti ottenuti nel gruppo; B) Differenza reti nel gruppo; C) Numero di gol realizzati nel gruppo; D) Classifica disciplinare; E) Ranking FIFA. 

In base a quale girone appartengono le otto migliori terze, si verrà a creare una delle 495 combinazioni possibili. In questo modo verranno assegnate le rispettive terze alle proprie avversarie. In altri termini: i gironi sono dodici, mentre si qualificano alla fase ad eliminazione diretta le prime otto. Ogni squadra che deve affrontare una di queste migliori otto ha un “range” di possibili avversarie. Ad esempio, la 1^ del girone I affronterà la terza del girone C, D, F, G o H, escludendo gli altri gironi. Tra le 495 combinazioni possibili ce ne sarà sicuramente una per cui una delle squadre che deve affrontare la migliore terza si troverà solo con una squadra qualificata dei gironi che le spettano. Riprendiamo il nostro esempio e facciamo finta che le terze del girone D, F, G e H e non riescono a qualificarsi. Ecco che la 1I dovrà affrontare necessariamente la 3C. Le altre squadre, di conseguenza, dovranno togliere come possibilità quella di poter affrontare la 3C, in quanto può essere affrontata solo dalla 1I. E così ci sarà un’altra squadra, ad esempio la 1A, che Eliminando C, D, F, G e H dalle possibili squadre da affrontare, rimarrà solo la sua, in questo caso la E. E si andrà avanti fino a completare il tabellone.

La fase a eliminazione diretta

Come di consueto, il torneo è suddiviso in due fasi: la fase a gironi, in cui ogni squadra partecipante gioca almeno due incontri e la fase a eliminazione diretta, dove in un singolo incontro le squadre si affronteranno. In caso di pareggio verranno concessi due tempi supplementari e in caso di ulteriore pareggio si andrà alla lotteria dei rigori.

Anche in questo caso sono messe in grassetto le partite trasmesse in chiaro per facilitarne il ritrovamento, sebbene dai quarti in poi saranno trasmesse tutte in chiaro.

GiornoFasePartitaLocalità e orarioRete in chiaroNome partita
Dom. 28 giuSedicesimi2A – 2BLos Angeles, 21:00RaiW73
Lun. 29 giu1C – 2FHouston, 19:00W76
1E – 3 A/B/C/D/FBoston, 22:30RaiW74
Mar. 30 giu2E – 2IDallas, 19:00Rai3W78
1I – 3 C/D/F/G/HNew Jersey, 23:00Rai4W77
1F – 2CMonterrey, 03:00W75
Mer. 1° lug1L – 3 E/H/I/J/KAtlanta, 18:00W80
1G – 3 A/E/H/I/JSeattle, 22:00RaiW82
1A – 3 C/E/F/I/KCittà del Messico, 03:00W79
Gio. 2 lug1H – 2JLos Angeles, 21:00RaiW84
1D – 3 B/E/F/I/JSan Francisco, 02:00W81
Ven. 3 lug2D – 2GDallas, 20:00RaiW88
2K – 2LToronto, 01:00W83
1B – 3 E/F/G/I/JVancouver, 05:00W85
Sab. 4 lug1J – 2HMiami, 00:00W86
1K – 3 D/E/I/J/LKansas City, 03:30W87
OttaviW73 – W75Houston, 19:00W90
W74 – W77Filadelfia, 23:00RaiW89
Dom. 5 lug.W76 – W78New Jersey, 22:00RaiW91
Lun. 6 lugW79 – W80Città del Messico, 02:00W92
W83 – W84Dallas, 21:00RaiW93
Mar. 7 lugW86 – W88Atlanta, 18:00W95
W85 – W87Vancouver, 22:00RaiW96
W81 – W82Seattle, 02:00W94
Gio. 9 lugQuartiW89 – W90Boston, 22:00RaiW97
Ven. 10 lugW93 – W94Los Angeles, 21:00RaiW98
Sab. 11 lugW91 – W92Miami, 23:00RaiW99
Dom. 12 lugW95 – W96Kansas City, 03:00RaiW100
Mar. 14 lugSemifinaliW97 – W98Dallas, 21:00Rai
Mer. 15 lugW99 – W100Atlanta, 21:00Rai
Sab. 18 lugFinale 3° postoLe due sconfitte nelle semifinaliMiami, 18:00Rai
Dom. 19 lugFinaleLe due vincitrici delle semifinaliNew Jersey, 21:00Rai

Le classifiche

Concludiamo con lo schema delle classifiche che saranno ripubblicate nei prossimi numeri. Si rammenta che passano il turno le prime due di ogni girone e le migliori terze (la classifica delle migliori terze è in fondo).

Gruppo A
SquadrePDiffPts
1.🇲🇽 Messico1+23
2.🇰🇷 Corea del Sud 1+13
3.🇨🇿 Cechia1-10
4.🇿🇦 Sudafrica1-20
Partite
🇲🇽 Messico – Sudafrica 🇿🇦2-0
🇰🇷 Corea del Sud – Cechia 🇨🇿2-1
🇨🇿 Cechia – Sudafrica 🇿🇦18/6
🇲🇽 Messico – Corea del Sud 🇰🇷19/6
🇨🇿 Cechia – Messico 🇲🇽25/6
🇿🇦 Sudafrica – Corea del Sud 🇰🇷25/6
Gruppo B
SquadrePDiffPts
1.🇨🇭 Svizzera101
2.🇨🇦 Canada101
3.🇶🇦 Qatar101
4.🇧🇦 BiH101
Partite
🇨🇦 Canada – BiH 🇧🇦1-1
🇶🇦 Qatar – Svizzera 🇨🇭1-1
🇨🇭 Svizzera BiH 🇧🇦18/6
🇨🇦 Canada – Qatar 🇶🇦19/6
🇧🇦 BiH – Qatar 🇶🇦24/6
🇨🇭 Svizzera – Canada 🇨🇦24/6
Gruppo C
SquadrePDiffPts
1.🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Scozia1+13
2.🇲🇦 Marocco101
3.🇧🇷 Brasile101
4.🇭🇹 Haiti1-10
Partite
🇧🇷 Brasile – Marocco 🇲🇦1-1
🇭🇹 Haiti – Scozia 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿0-1
🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Scozia – Marocco 🇲🇦20/6
🇧🇷 Brasile – Haiti 🇭🇹20/06
🇲🇦 Marocco – Haiti 🇭🇹25/6
🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Scozia – Brasile 🇧🇷25/6
Gruppo D
SquadrePDiffPts
1.🇺🇸 USA1+33
2.🇦🇺 Australia1+23
3.🇹🇷 Turchia1-20
4.🇵🇾 Paraguay1-30
Partite
🇺🇸 USA – Paraguay 🇵🇾4-1
🇦🇺 Australia – Turchia 🇹🇷2-0
🇺🇸 USA – Australia 🇦🇺19/6
🇹🇷 Turchia – Paraguay🇵🇾20/6
🇵🇾 Paraguay – Australia 🇦🇺26/6
🇹🇷 Turchia – USA 🇺🇸26/6
Gruppo E
SquadrePDiffPts
1.🇩🇪 Germania1+63
2.🇪🇨 Ecuador1+13
3.🇨🇮 Costa d’Avorio1-10
4.🇨🇼 Curaçao1-60
Partite
🇩🇪 Germania – Curaçao 🇨🇼7-1
🇨🇮 Costa d’Avorio – Ecuador 🇪🇨1-0
🇩🇪 Germania – Costa d’Avorio 🇨🇮20/06
🇪🇨 Ecuador – Curaçao 🇨🇼21/6
🇨🇼 Curaçao – Costa d’Avorio 🇨🇮25/6
🇪🇨 Ecuador – Germania 🇩🇪25/6
Gruppo F
SquadrePDiffPts
1.🇸🇪 Svezia1+43
2.🇯🇵 Giappone111
3.🇳🇱 Olanda101
4.🇹🇳 Tunisia1-40
Partite
🇳🇱 Olanda – Giappone 🇯🇵2-2
🇸🇪 Svezia – Tunisia 🇹🇳5-1
🇳🇱 Olanda – Svezia 🇸🇪20/06
🇹🇳 Tunisia – Giappone 🇯🇵21/06
🇯🇵 Giappone – Svezia 🇸🇪26/6
🇹🇳 Tunisia – Olanda 🇳🇱26/6
Gruppo G
SquadrePDiffPts
1.🇳🇿 Nuova Zelanda101
2.🇮🇷 Iran101
3.🇧🇪 Belgio101
4.🇪🇬 Egitto101
Partite
🇧🇪 Belgio – Egitto 🇪🇬1-1
🇮🇷 Iran – Nuova Zelanda 🇳🇿2-2
🇧🇪 Belgio – Iran 🇮🇷21/6
🇳🇿 Nuova Zelanda – Egitto 🇪🇬22/6
🇪🇬 Egitto – Iran 🇮🇷27/6
🇳🇿 Nuova Zelanda – Belgio 🇧🇪27/6
Gruppo H
SquadrePDiffPts
1.🇺🇾 Uruguay101
2.🇸🇦 Arabia Saudita101
3.🇪🇸 Spagna101
4.🇨🇻 Capo Verde101
Partite
🇪🇸 Spagna – Capo Verde 🇨🇻0-0
🇸🇦 Arabia Saudita  – Uruguay 🇺🇾1-1
🇪🇸 Spagna – Arabia Saudita 🇸🇦21/6
🇺🇾 Uruguay – Capo Verde 🇨🇻22/6
🇨🇻 Capo Verde – Arabia Saudita 🇸🇦27/6
🇺🇾 Uruguay – Spagna 🇪🇸27/6
Gruppo I
SquadrePDiffPts
1.🇳🇴 Norvegia1+33
2.🇫🇷 Francia1+23
3.🇸🇳 Senegal1-20
4.🇮🇶 Iraq1-30
Partite
🇫🇷 Francia – Senegal 🇸🇳3-1
🇮🇶 Iraq – Norvegia 🇳🇴1-4
🇫🇷 Francia – Iraq 🇮🇶22/6
🇳🇴 Norvegia – Senegal 🇸🇳23/6
🇳🇴 Norvegia – Francia 🇫🇷26/6
🇸🇳 Senegal – Iraq 🇮🇶26/6
Gruppo J
SquadrePDiffPts
1.🇦🇷 Argentina000
2.🇩🇿 Algeria000
3.🇦🇹 Austria000
4.🇯🇴 Giordania000
Partite
🇦🇷 Argentina – Algeria 🇩🇿17/6
🇦🇹 Austria – Giordania 🇯🇴17/6
🇦🇷 Argentina – 🇦🇹 Austria22/6
🇯🇴 Giordania – Algeria 🇩🇿23/6
🇩🇿 Algeria – 🇦🇹 Austria28/6
🇯🇴 Giordania – Argentina 🇦🇷28/6
Gruppo K
SquadrePDiffPts
1.🇵🇹 Portogallo000
2.🇨🇩 RD del Congo000
3.🇺🇿 Uzbekistan000
4.🇨🇴 Colombia000
Partite
🇵🇹 Portogallo – RD del Congo 🇨🇩17/6
🇺🇿 Uzbekistan – Colombia 🇨🇴18/6
🇵🇹 Portogallo – Uzbekistan 🇺🇿23/6
🇨🇴 Colombia – RD del Congo 🇨🇩24/6
🇨🇴 Colombia – Portogallo 🇵🇹28/6
🇨🇩 RD del Congo – Uzbekistan 🇺🇿28/6
Gruppo L
SquadrePDiffPts
1.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Inghilterra000
2.🇭🇷 Croazia000
3.🇬🇭 Ghana000
4.🇵🇦 Panama000
Partite
🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Inghilterra – Croazia 🇭🇷17/6
🇬🇭 Ghana – Panama 🇵🇦18/6
🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Inghilterra – Ghana 🇬🇭 23/6
🇵🇦 Panama – Croazia 🇭🇷24/6
🇵🇦 Panama – Inghilterra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿27/6
🇭🇷 Croazia – Ghana 🇬🇭27/6
Squadre terze classificate
SquadrePDiffPts
1.🇳🇱 Olanda101
2.🇧🇷 Brasile101
3.🇧🇪 Belgio101
4.🇶🇦 Qatar101
5.🇪🇸 Spagna101
6.🇦🇹 Austria000
7.🇺🇿 Uzbekistan000
8.🇬🇭 Ghana000
9.🇨🇿 Cechia000
10.🇪🇨 Ecuador000
11.🇸🇳 Senegal000
12.🇹🇷 Turchia000

7. Libri della settimana

Come da tradizione di questa rubrica, di seguito propongo tre libri che ritengo meritevoli di lettura e tre che, al contrario, non mi sento di consigliare. Non ho certo la pretesa di atteggiarmi a critico infallibile o depositario di verità assolute: l’intento è piuttosto quello di offrire un orientamento tra le numerose pubblicazioni che ogni mese invadono gli scaffali delle librerie e che inevitabilmente richiedono una selezione. Alcuni titoli finiscono così nell’elenco di quelli che desidererei leggere, altri in quello di cui farei volentieri a meno. Spetterà poi a ciascun lettore decidere quali proposte siano più vicine ai propri gusti e alle proprie inclinazioni letterarie.

Da leggere

  • Giorgio Falco, Di ora in ora, Einaudi;
  • Mark Fisher, Materialismo gotico. Vivere e morire al tempo delle macchine, Einaudi;
  • Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti, a cura di Mimmo Cangiano, Nottetempo.

Da non leggere

  • Vittorino Andreoli, Desiderio. Adolescenza e scoperta di sé, Solferino;
  • Massimo Recalcati, Lo splendore e la polvere. Interviste e dialoghi, Feltrinelli;
  • Lucetta Scaraffia, Ebrei senza saperlo. Memorie nascoste, Raffaello Cortina.

E con questi consigli si chiude questo numero del «Fatto è questo». Ci ritroveremo mercoledì prossimo, perché nel frattempo sarà sarà sicuramente successo qualcosa e io sarò ancora qui per provare a raccontarlo. O, almeno, così spero.

Note.

  1. La Rai non ha ancora stabilito se verrà trasmessa questa partita o Belgio – Iran alle 21:00 ↩︎
  2. La Rai non ha ancora stabilito se verrà trasmessa questa partita o Spagna – Arabia Saudita alle 18:00 ↩︎
  3. La Rai non ha ancora confermato se trasmetterà questa partita o W77 ↩︎
  4. La Rai non ha ancora confermato se trasmetterà questa partita o W78 ↩︎
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